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Consigli per la corretta educazione alimentare per famiglia e bambini

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Educazione alimentare dei bambini

Per educarsi ed educare ad una corretta alimentazione i nostri figli, la vera sfida è pensare in grande, credere in noi stessi e sfruttare la forza della famiglia.

Come prima cosa dobbiamo acquisire la consapevolezza che la famiglia, attraverso la coesione e l’unità, ci consente di costruire delle basi molto importanti nei primi anni di vita dei nostri bambini, facendo in modo che le sane abitudini acquisite nell’infanzia, contribuiscano ad abituarli ad una corretta alimentazione. Se, viceversa, seguiremo le sirene del consumismo, riusciremo sicuramente nell’esatto contrario, creando così dei bambini disordinati nell’alimentazione.

Riscoprire la tavola come fulcro familiare

Mettiamo la tavola al centro del mondo familiare, riscoprendo la sua sacralità, questo suggerimento vale in primo luogo per noi, genitori. A tavola seguiamo delle semplici regole:

  • No ai cellulari, la tavola deve essere un momento di piacere, da condividere.
  • No alla tv mentre si mangia.
  • al dialogo, allo scambio di opinioni, sensazioni, stati di animo, ricordi. Creiamo attesa per questo momento di convivialità.

Se portiamo i bambini al ristorante, applichiamo le stesse regole ed viviamo l’evento come momento speciale.

Educare interessando i bambini ad una corretta alimentazione

Per insegnare ai bambini, credo, si debba sempre usare un approccio sia esperienziale sia giocoso. Spesso noi adulti siamo poco disponibili al gioco perché le nostre giornate hanno un carico notevole di responsabilità, di fatica, di stress, che è sempre più difficile gestire, come un rincorrere il tempo che non basta mai.

La vera sfida, per noi genitori, sarà fermarsi per trovare tempo da trascorrere con i nostri figli, per insegnare giocando ma allo stesso tempo tornare ad imparare da loro, perché non si smette mai di apprendere quindi di essere bambini. Diamo valore a ciò che il bimbo costruisce attraverso il gioco e al tempo stesso veicoliamo messaggi educativi. Riscopriamo, quindi, la centralità del gioco, non ne resteremo certo delusi, semmai sarà il contrario.

I bambini imparano molto attraverso il gioco, quindi giocare, anche in cucina, con i propri figli permette di trasmettere insegnamenti anche sul tema del cibo, ecco alcuni esempi:

  • Mettere le mani in pastacuciniamo insieme ai nostri figli la domenica, giorno in cui la famiglia è riunita e tranquilla, in questo modo i bambini imparano a conoscere gli alimenti e ad avere un rapporto sano con il cibo.
  • Scopriamo nuovi sapori insiemelasciamo che siano loro a cucinare e scegliere tra diverse proposte di ingredienti, così sarà più facile condurli alla scoperta di nuovi sapori.
  • Raccontare qualcosa inventiamo una favola da realizzare in cucina insieme ai nostri bambini, perché i nostri piatti debbono sia stupire sia nutrire e rendere felici.
  • Essere a spreco zero quindi spazio alla creatività per cucinare con i cibi avanzati, per abituarli ad evitare lo spreco. Trasmettiamo ai nostri figli il valore del cibo.
  • Le stagioni nel piatto spieghiamo ai nostri figli il valore della stagionalità. Portiamoli al mercato e mostriamo loro i prodotti di stagione che poi cucineremo. Potremmo anche spiegare loro il tragitto che compie un prodotto dal contadino al mercato per poi arrivare nella nostra casa, usando e spiegando parole come “filiera” e “Km 0”.
  • Stimolare la conoscenza di odori e sapori cerchiamo un alimento nascosto in cucina solo facendo ricorso al senso dell’olfatto (senso che dialoga in modo immediato con le emozioni) o indoviniamo di cosa si tratta, facendo ricorso al solo senso del gusto. Con questi giochi sviluppiamo la consapevolezza sensoriale. Le nostre scelte alimentari saranno meno manipolabili e i nostri figli sapranno difendersi dalle logiche del consumismo.

Pratiche “virtuose” da attuare

Le pratiche virtuose sono quelle azioni che unite alla consapevolezza alimentare ci aiutano a mettere in atto uno stile di vita sano, qualche suggerimento:

–  osserviamo le raccomandazione dell’OMS che consiglia di privilegiare il consumo di alimenti freschi e naturali;

–  impegniamoci a non comprare cibi pronti, surgelati, etc… anche se il tempo sembra non essere mai sufficiente e lo stress che accumuliamo ci leva ogni forza, esistono ricettari su cui prendere spunto;

–  diminuiamo il consumo di quei cibi ricchi di zucchero, sale, grassi saturi ed aumentiamo invece quei cibi che contengono fibre, come frutta e verdura rigorosamente di stagione (contengono antiossidanti ed aumentano le difese immunitarie);

–  seguiamo la dieta mediterranea (https://it.wikipedia.org/wiki/Dieta_mediterranea) o meglio il “modello” alimentare mediterraneo, variando le tipologie dei cibi usati per assicurare il giusto apporto di sostanze nutrienti e di energia;

–  usiamo le erbe aromatiche e le spezie per condire ed insaporire i nostri piatti, sono essenze benefiche per il nostro corpo che ci consentono di diminuire notevolmente il sale;

–   prepariamo, come un tempo, la merenda per i nostri figli sostituendo le “merendine” con pane e marmellata, yogurt bianco con frutta di stagione (no yogurt alla frutta già confezionato), una sana spremuta di arancia, etc…;

–  verifichiamo con più attenzione gli ingredienti dei prodotti che acquistiamo nei supermercati e /o nei negozi, in questo la legislazione fortunatamente ci viene in aiuto rendendo più complete le etichette;

–  pratichiamo attività fisica con regolarità, si possono fare anche delle semplici passeggiate con i bambini per il quartiere o in un parco;

– etc…

Dobbiamo agire impegnandoci, se non vogliamo che i nostri bambini entrino a far parte della statistica dell’OMS (Childhood Obesity Surveillance Initiative (2015-17) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità): “l’Italia con il 21% di bambini obesi o in sovrappeso si attesta al primo posto in Europa”. Dobbiamo questo primato alla cattiva alimentazione ed alla sedentarietà. Difendiamoci da un mondo che ci vuole massimizzare, dove il marketing ricorre sempre a nuovi espedienti, dove gli odori naturali vengono sostituiti da quelli chimici, dove veniamo stimolati continuamente con messaggi pubblicitari visivi, che invitano ad abitudini alimentari non sempre corrette.